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Stabat Mater di Dvorak: una passione millenaria

DvorakDelle undici opere teatrali che Antonin Dvorak compose si ricorda quasi sempre e soltanto Rusalka, e un destino analogo hanno avuto le sue opere religiose di cui lo Stabat Mater rimane, probabilmente, la partitura più eseguita. L’opera vocale di Dvorak, d’altra parte, è ricca di composizioni profane per coro a cappella, con o senza accompagnamento orchestrale, così come di una proficua produzione di Lieder su testi poetici quasi sempre imbevuti di folklore boemo. Per un musicista come Dvorak la religione è più un paesaggio familiare che un’idea, più un’atmosfera particolare che una questione di principio…Le sue origini contadine, il legame con la natura, le ha portate con sè anche nelle grandi città che ha frequentato per motivi di lavoro, come Praga, Londra e New York. Proprio a Praga Dvorak inizia a comporre il suo Stabat Mater, verso la seconda metà dell’Ottocento, anche se presto si dovrà spostare in cerca di fortuna. Dal punto di vista della propria missione di musicista, Dvorak non è così diverso da altri compositori successivi come Schoenberg o Mahler, nel senso di un attaccamento profondo al proprio dovere anche quando gli eventi non sono favorevoli, e c’è da chiedersi se questo non abbia a che fare con una fede intransigente almeno in sè stessi.

Ancora oggi quest’opera di Dvorak ha molto da insegnare in termini di sviluppo musicale, di tensioni e risoluzioni interne ad una forma complessa, mai appagata, tenendo conto che vi si intrecciano diverse tradizioni e, più ancora, diversi registri espressivi che ne fanno un brano tutt’altro che tedioso: dalla tragedia della crocifissione il compositore riesce a staccare, progressivamente, una promessa di pace e di trasfigurazione che difficilmente si fa dimenticare persino per le orecchie più restie al campo del sacro. Questa la sua grandezza, in un certo senso, ma anche la sua invenzione armonica che basandosi sul canone di Jacopone da Todi prende forme ormai moderne.

Lo Stabat Mater per coro e orchestra op.58 sarà eseguito giovedì 26 gennaio all’Auditorium Rai di Torino, replica il 27 ore 20.30. Sul podio Juraj Valčuha, con lui sono il soprano Sabina Cvilak, il mezzosoprano Michaela Schuster, il tenore Giuseppe Varano e il basso István Kovács. Coro Filarmonico Cèco di Brno diretto da Petr Fiala. Il concerto verrà trasmesso anche in diretta su Radio3 e in live streaming sul sito www.osn.rai.it.

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