Schubert secondo Ian Bostridge

Ian BostridgeIn uno studio dedicato al canto romantico,Roland Barthes rifletteva sul fatto che con il Lied anche la tradizionale gerarchia delle voci, tipica del teatro musicale fino al Settecento e dell’opera lirica in particolare, viene meno e si afferma la piena individualità della voce. Una voce unica, intima, naturale e votata, spesso, alla solitudine e alla nostalgia. Da Schubert fino ai Gurrelieder di Schoenberg, è quest’ultima voce che abbiamo imparato a riconoscere come “romantica”. Nella tradizione liederistica, Ian Bostridge si muove ormai da tempo con la disinvoltura di un principe delle scene. Dopo una breve ma interessante carriera come studioso presso l’università di Oxford, Bostridge diventa un cantante a tempo pieno verso la metà degli anni Novanta, ricevendo riconoscimenti presso la Wigmore Hall, Aldeburgh Festival, Lione, Colonia, Cheltenham, i festival di Edinburgo e di Francoforte. Non passerà molto tempo prima che il tenore possa lavorare al fianco di talenti come Colin Davis e Mstislav Rostropovich, con la Scottish Chamber Orchestra o la Birmingham Symphony and Berlin Philharmonic condotta da Simon Rattle. Continua a leggere

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