Biennale Musica 2015: l’arte della memoria

Un celebre quadro di Salvador Dalì s’intitola “La persistenza della memoria”. Poteva essere un buon titolo per questa edizione del 59° Festival Internazionale di Musica Contemporanea (Venezia). Il direttore Ivan Fedele ha, infatti, affermato che “il Festival si svilupperà intorno al tema della “memoria” inteso nelle sue diverse accezioni, sia come strumento percettivo/cognitivo imprescindibile per l’esperienza ermeneutica, sia come ricordo e traccia storica vivida e rivitalizzante nella contemporaneità, attraverso accostamenti di epoche lontane nel tempo ma vicine nell’essenza dell’ispirazione e del pensiero”. Le virgolette sono d’obbligo, naturalmente, essendo la memoria un fenomeno complesso e ambiguo: memoria del compositore così come dell’interprete, del pubblico e dello storico della musica intento a ricostruire i frammenti di un passato che, spesso, si fatica a riconoscere. Specialmente dopo la cosiddetta fase postmoderna, quando ormai Handel quanto la seconda scuola di Vienna e ogni steccato – formale, ideologico, etc.- è caduto: oggi, quindi, si percepisce più che mai l’importanza della memoria e del discorso che la sa valorizzare. Continua a leggere

 

 

 

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